Diritto Civile | Articolo di Silvia Taglialatela

Società di recupero crediti: cosa sono, come agiscono e come difendersi da pretese illegittime.

Problema
Può accadere di essere contattati da una c.d. "società di recupero crediti" e di essere informati, magari per la prima volta, dell'esistenza di un debito impagato a proprio carico.

Consigli utili
Prima di adempiere, concordare un piano di rientro o una soluzione "a saldo e stralcio", è buona norma richiedere la documentazione giustificativa del credito per poter valutare la fondatezza della pretesa.


Le società di recupero crediti si occupano di recuperare crediti insoluti (non pagati dai debitori), per conto proprio (in caso di cessione) o di terzi (in caso di crediti non ceduti).
Si osserva infatti che, di solito, tra la società di recupero crediti e il creditore originario possono instaurarsi, alternativamente, due tipi di rapporti:
- Il creditore originario non cede il proprio credito alla società di recupero crediti, rimanendone titolare, ma conferisce a quest’ultima solo un mandato a riscuotere e, eventualmente, a trattare condizioni di pagamento agevolate con il debitore.
- Il creditore originario, a fronte di un corrispettivo, cede il proprio credito alla società di recupero crediti, che ne diventa titolare.
Non di rado accade che il debitore contesti in tutto o in parte il credito (ceduto o affidato in riscossione), e si trovi a doversi difendere dalle azioni di recupero.

Tipologia di crediti ceduti o affidati alle società di recupero crediti. I NPL.

Le società di recupero crediti, nella maggior parte dei casi, sono strutturate in modo da offrire servizi di recupero e riscossione per un gran numero di debitori. Di solito, quindi, queste società lavorano per conto di grandi imprese private (es. banche, società di telefonia, società fornitrici di energia elettrica, gas etc.) o per soggetti pubblici.
Oggetto di cessione o affidamento in gestione sono principalmente i c.d. NPL.
I NPL (non performing loans) sono crediti (letteralmente prestiti) che non vengono estinti in un certo periodo di tempo (solitamente dai 90 ai 180 giorni dopo la scadenza).
Spesso però si osserva che, i crediti ceduti o affidati in riscossione, oltre a non essere stati estinti entro un certo periodo di tempo, sono anche "di difficile realizzazione", come ad esempio:
- crediti prescritti;
- crediti contestabili (errori di calcolo degli interessi, applicazione di spese/penali/commissioni nulle o non pattuite, errori di fatturazione, errori nella rilevazione/stima dei consumi etc.);
- debitori nullatenenti.

Come agiscono le società di recupero crediti

Le attività di recupero crediti, di norma, si articolano in tre fasi:
1) contattare (con diversi mezzi) il debitore per sollecitare il pagamento o concordare piani di rientro che prevedano la rateizzazione e/o il c.d. "stralcio" di parte delle somme dovute;
2) svolgere indagini patrimoniali sul debitore per determinare la possibilità e i tempi di un eventuale recupero giudiziale;
3) qualora non si sia riuscito ad ottenere un adempimento spontaneo e le indagini patrimoniali siano andate a buon fine, avviare le azioni legali più opportune per il recupero del credito.
Se il debitore ritiene infondata la pretesa, per tutelarsi al meglio è importante che muova tempestivamente (prima della fase 3) alla società di recupero tutte le contestazioni del caso.

Come tutelarsi.

Quando si viene contattati da una società di recupero crediti, specialmente qualora si ritenga non dovuta (in tutto o in parte) la somma richiesta, la prima cosa da fare è chiedere la documentazione a supporto del credito.
Sulla base di tale documentazione andrà poi valutata la legittimità della pretesa creditoria. I profili di legittimità/illegittimità, in larga misura, variano a seconda dell’origine del credito (bancario, contratti telefonici, consumi vari etc.) e, quindi, delle specifiche norme di settore applicabili (es. vizi contrattuali, errori di contabilizzazione, di fatturazione etc.). Anche i termini di prescrizione possono variare a seconda dell’origine del credito.
Solo una volta compiute le anzidette verifiche si potrà determinare l’an (se) e il quantum (quanto) debeatur (dovuto). Paradossalmente potrebbe anche accadere, come talvolta accade, che all’esito della disamina della documentazione relativa al credito il debitore risulti in realtà creditore di una somma di denaro.
In conclusione, per difendersi da pretese illegittime, prima di adempiere, di concordare un piano di rientro o un c.d. “saldo e stralcio”, è sempre buona norma procedere all’analisi della documentazione giustificativa del credito per accertare la legittimità della pretesa della società di recupero crediti.

Strumenti collegati

- Lettera di richiesta documenti bancari.


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